#ExplainingVideogames 5: Dragon Age Inquisition

Per stasera salto il blog, ma dal laboratorio sperimentale mondiale (#InternetArtistico), pesco questa immagine dell’illustratrice di Manifesto Web, di cui adoro la violenta delicatezza. Trattasi di una fan art di Dragon Age: Inquisition, un videogioco della Bioware la cui parte di letteratura e cultura tratterò i prossimi giorni.

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Tra prodotto culturale e prodotto ludico: Explaining Videogames #4

Le categorie sostanziali per i videogiochi ben fatti, sono sostanzialmente due. Quella di cui fanno parte tutti i prodotti, a partire da Tetris, Packman, Space Invaders (che loro malgrado comunque sono diventati un prodotto pop-culturale, col passare dei decenni) fino a -perché no?- Geometry Dash.

Dall’altro lato, ci sono quei prodotti video ludici, che parte di una collana più ampia, narrano delle storie di fantasia, fantascienza, reali, inventate, criptiche come una poesia ermetica e via dicendo, che quando prodotti secondo la giusta ars, possono benissimo venir considerati dei prodotti culturali, sia che rappresentino una traccia della nostra epoca, sia che narrino di qualcosa di passato. 

Alcuni esempi: Assasin’s Creed (storia e narrativa), Final Fantasy (narrativa di vari generi), The Legend of Zelda (narrativa fantasy),Bioshock (narrativa steampunk?) Journey (poesia di viaggio), Flower (poesia ermetica), …

Presa da google immagini https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b6/Gnome-joystick.svg/1024px-Gnome-joystick.svg.png

#ExplainingVideoGames 3: Ancora su Xehanort e sull’ambiguità dei “buoni”

Nel finale del secondo capitolo di Kingdom Hearts, Xehanort, di cui ho già scritto quinella sua forma finale offre uno spunto di riflessione su quanto il concetto di giusto e buono possa essere manipolato e di come certe icone -prendendo un esempio a caso… l’America e il filone che lega le ultime guerre in medio oriente, con la situazione attuale dello stato islamico – appaiano più luminose di quanto non lo siano, con il loro metro di giudizio fatto su misura.

Xemnas: “Voi accettate l’oscurità, ma scegliete di vivere nella luce. Allora, perché disprezzate noi che vacilliamo sull’orlo del nulla? Noi che siamo stati scacciati dalla luce e dall’oscurità… “ [nota: il concetto è ripreso dal discorso dello yin e dello yangtradizionale dei prodotti giapponesi]

Riku: “È semplice. È perché scombinate i nostri mondi.” [nota: una risposta semplice, di uno dei protagonisti  >buoni< ma che tra le righe può riflettere molte politiche portate avanti nell’ultimo secolo]

Xemnas: “Questo può essere. Tuttavia… quale altra scelta avremmo potuto avere? “

Sora: “Cerca di piantarla! Siete dei Nessuno! Non esistete! Come potete essere tristi? “[nota: citazione del protagonista indiscusso, salvatore di tutti i mondi, dell’eroe-icona, ma che delle zone grige, non ha la minima idea.]

È solo una scena di un videogioco, nemmeno tra i meglio fatti, che apre al finale felice, eppure le dinamiche sono altamente interessanti.

Per la scena clicca qui

Immagine tratta da scena di gioco