#ContestoStorico 21: Mattia Pascal e Cypher

Platone professava di uscire dalla grotta della realtà fittizia, per vedere il mondo reale, delle idee e delle forme, per rientrare e professare il veduto a chi ancora all’interno della caverna, guarda a delle ombre scambiandole per reale.

Ma…

è difficile.

Una delle scene migliori del film “Matrix” è quando Cypher, l’informatico giuda, all’interno del mondo virtuale ammette che non ne vuole uscire, anzi: scordarsi del mondo reale, perché anche se tutto finto, è privo di preoccupazioni.

Allo stesso modo il personaggio Mattia Pascal, di Pirandello, si lamenta della scoperta di Copernico, perché ha tolto all’umanità convinzioni infantili e beate. Infatti sarà anche lui in fuga dal reale per finire poi auto esiliato in una piccola e anonima biblioteca.

È così interessante vedere questi fili rossi che attraversano i secoli, anche se circoscritti a zone, perché il malore di cui soffrono questi caratteri che si accorgono del reale, ma se ne rifuggano in un gran malore, non è di tutti, gli “altri” si trovano nel mondo reale: il continente africano reale è un mondo reale, l’asia all’ombra del mondo globalizzato è un mondo reale, il medio oriente è tutto tranne che fittizio, l’area balcanica ricorda un mondo reale. 

E poi c’è…. [clicca per riallacciare il discorso all’articolo precedente]

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