#ContestoStorico 17: Letteratura sperimentale, commerciale e certificata

Definirei l’internet intellettuale e artistico, un laboratorio sperimentale in costante sviluppo.

Un insieme di diari, manoscritti, book di illustrazione eccetera, condivisi in contemporanea su tutta la rete. 

È come se Ungaretti mentre era in trincea avesse ricevuto commenti solidali ai suoi tweet, o Anna Frank se avesse scritto dei blog cui posticipava la data per postarli fino a quando non avrebbe più potuto e si sarebbero postati in automatico. 

Forse anche la vita di Leopardi, che si sentiva in prigione nel suo paese natale, sarebbe stata più positiva, se in contatto con il mondo avesse potuto lavorare, tramite commenti e feedback, a quattro mani ai suoi scritti.

Quello che non cambia è che i veri professionisti che si dedicano senza distrazioni al loro lavoro, per un prodotto finale perfetto, sono rari come in passato, la vera letteratura nascosta e non sempre compresa in contemporanea, – non perché arte e alfabetizzazione siano ancora un lusso di pochi circoli ristretti- ma per il fatto che qualunque strumento, anche se passa da uno status quo privilegiato a gratuito, dipende comunque dal suo fruitore.

     Assistendo ad alcune discussioni in ambito editoriale e letterario, il primo vede normale la trasformazione del libro da manoscritto o comunque prodotto intellettuale a prodotto commerciale; il secondo invece se ne rammarica, tornando con la mente ai tempi in cui libro e letteratura erano un binomio inseparabile. Eppure che per un pubblico maggiore vi sia bisogno anche di svago e di direzioni diverse è normale. Una letteratura che vale la pena studiare, continua ad esistere anche se rimane minoritaria come in passato, però senza romanzi rosa e gialli tascabili da mille lire l’editoria fallirebbe.

C’è poi la questione la questione della libera circolazione di opere senza più diritti d’autore,  che finisce -per esempio tramite Google- in formato E-Book gratuito, senza più l’intermediazione di case editrici.

Tempo fa ho provato a scaricarmi il Faust II da uno di questi siti e in effetti mancavano le prime pagine della prefazione e anche l’assenza di note, una prefazione dell’editore o di un esperto mi ha portato a comprarmi il formato cartaceo di una casa editrice. 

Anche qui sono dell’opinione che la libera pubblicazione, circolazione, di qualunque prodotto, senza il tramite di un editore sia “okay”, finché però comunque rimani in circolazione un editore in grado di presentare un prodotto finale curato e per certi versi certificato.

È un po’ come comprare il prodotto Carrefour a Euro 1, quando a fianco c’è il Magnum che sai che è inimitabile. Il prezzo vale.

L’internet e l’auto pubblicazione sono una strada buona, ma la figura dell’editore, che tra i blog, tra le pubblicazioni fatte in casa e i forum, trova il prodotto che vale, il manoscritto del giovane Foscolo e lo adotta per renderlo un prodotto di marca garantita, non può sparire e ritengo rimanga figura importante.

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es. narrativa dei blogger e l’editoria oppure blogger e contesti di guerra.

L’immagine è tratta da qui, e il sito del prodotto nella foto è questo.

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