Twitter, Dante e Manzoni: Contesto Storico #7

Troppo poco valutati i Crepuscolari sono genialmente naturali e depressi.
Non sono stati una corrente, -nessun ismo- solo un non-gruppo disperato che  criveva della fine della poesia. Crepuscolo della letteratura, tramonto del sole.  

Non vedevano più quella poesia piena di senso e potenza come la Commedia di Dante, che doveva guidare l’umanità sulla giusta strada, né vedevano poeti come
Foscolo, che andavano in guerra affianco a Napoleone per seguire il loro ideale.
Perfino D’annunzio, con la sua “vita inimitabile”, le sue poesie scritte da cieco,
quasi come un veggente, era solo un’imitazione, o meglio, una forzatura.

Non aggiungo altro perché immagino che chi ci legge già le conosce queste cose
o se interessato ha sicuramente un libro o internet sotto mano per andare a
vedere i dettagli.
Ci interessa però la poesia del web, di Twitter, di Instangram (?), perché
l’editoria italiana non è solo in crisi online e offline, ma il libro-oggetto
ha le vendite al minimo storico, a parte qualche raro momento
come lo è stato l’uscita dei singoli capitoli di Harry Potter.

Questo argomento però è altamente ignorato: nelle scuole italiane si è
introdotto lo studio dei Promessi Sposi di Manzoni, agli arbori dell’unità,
per spingere la generazione successiva della direzione di un’unità anche
linguistica, in quanto l’italiano di Manzoni era pulito e attuale.
Adesso?
Si legge il trapassato Manzoni e il trapassatismo Dante, perhé
così deve essere (?). Unico barlume di attualità è rappresentato da Baricco,
che però scrive in prosa. E su carta.
In America l’argomento dei blog invece è molto più avanti per esempio e in
Inghilterra hanno Tony Harrison, un ennesimo poeta-guerriero-sociale, che
ha combatutto con la penna battaglie (perse) contro molti disastri sociali
del secolo scorso fino ai nostri giorni.
Nonostante le sue argomentazioni siano sopratutto del secolo scorso, ha però
una poesia breve e piuttosto fresca, venendo così destinanto ad essere studiato
nelle scuole londinesi (un poeta addirittura ancora in vita!)

Non si tratta di sminuire Dante, Manzoni e Baricco, ma la poesia italiana,
dopo il tramonto dei Crepuscolari, quella viva e originale che connette
passato e futuro, dove è finita?

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