The Order 1886: Contesto storico #6

Ci eravamo soffermati negli scorsi articoli sulla nascita della letteratura in Italia e sulle relazioni culturali con il popolo arabo, in un’epoca tanto proficua quanto tetra.

Facciamo però ora un salto in avanti negli anni, nel periodo che precede di un trentennio le guerre mondiali e succede di trentennio circa la guerra di Crimea. Ecco quel periodo, acclamato dai pensatori dell’epoca come “Belle epoque”, epoca (apparentemente) bella, è terreno fertile per la letteratura di ogni genere e non solo. Vedi lo Steam-punk in ogni sua forma, vedi romanzi originali dell’800, vedi videogiochi intrisi di humor anglosassone come Fable III…. ed è ancora oggi terreno letterario pieno di vita. 

Conclusioni tratte dalla presentazione del videogioco “The Order: 1886”, tenutasi il mese scorso a Milano, alla presenza di Andrea Pessino.

Scopo fondamentale di The Order: 1886 di Santa Monica Studios, non era creare un videogioco di intrattenimento, ma una vera e propria narrazione, basata su un periodo storico reale, con comparse di persone realmente esistite: vedi Tesla. Ovviamente per lo scopo della narrazione c’è stato bisogno di trasformare quei piccoli dettagli, non appartenenti alla grande storia da tutti studiata e conosciuta, per i propri fini. Tesla infatti in quei anni si era trasferito in America a “rivaleggiare” con Edison, in questa versione della storia però, è andato in Inghilterra ad aiutare la causa di cui ora scriveremo. 

The Order: 1886, che proprio a causa di tutta la narrazione e letteratura che contiene, è difficile chiamare (video)gioco, tratta di un ordine ai servizi della corona britannica, fondato ai tempi di Re Artù. L’elemento del fantastico, d’obbligo, è una pozione chiamata “Black Water”, che permette una rigenerazione dei tessuti umani, in grado di prolungare la durata media della vita, oltre che a rigenerarne le ferite anche gravi. 

Quest’ordine, visto da una fetta della cittadinanza come strumento di repressione -strumento che effettivamente diverrà, nonostante i dubbi etici di alcuni suoi esponenti di rilievo – ha il difficile compito di combattere (e qui ci addentriamo non più nel fantastico, ma nel folklore) delle creature antiche, per alcuni casi simili a lupi mannari, chiamate “gli Antichi”.

Questa guerra, come accade con ogni guerra nella storia, ha accelerato lo sviluppo delle armi, precedendo di alcuni decenni il naturale corso della tecnologia. Nulla di strano o assurdo però, scientificamente e storicamente parlando. 

Abbiamo quindi una narrazione intrisa di storia, folklore, fantastico, steam-punk, questioni morali e politiche. 

Ciò che però differenzia questo prodotto da un buon libro, è la ricerca sul campo per le stampe di gioco, le crepe delle strade, gli edifici più importanti della storia londinese, chiusi al turismo tradizionale. Insomma, tutta una ricostruzione che porta un’ottima esperienza di gioco, e per certi versi invoglia al turismo. 

L’Europa è piena di storia e storie e così i suoi vicini di paese.” 

Assasin’s Creed e il medio oriente, Fable e lo sviluppo delle città, Kingdom Hearts e la letteratura Dante-Petrarchesca italiana…

Non so se si tratta semplicemente di prodotti intrisi di letteratura che crescono parallelamente alla letteratura, come potrebbe averlo fatto il cinema al suo tempo, oppure se ha il potenziale di surclassare la letteratura tradizionale, in tempi così frenetici, di multitasking e globalizzazione (senza addentrarci per il momento ulteriormente in queste tematiche…).

Fatto sta, che nulla è da sottovalutare.


Luke, per Manifesto Web

n.b. tutti i videogiochi sopra citati verranno nel tempo singolarmente analizzati. 

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